Non lasciateci sole.

Non lasciateci sole.
Davanti ai giudizi di chi cerca le ragioni della violenza che abbiamo subìto. Davanti a chi cerca giustificazioni a quella violenza. A chi la chiama con nomi gentili, perché l’idea di un uomo violento che picchia fino a spaccare le ossa, che stringe il collo fino a farti soffocare, fa troppa paura.

E allora è più semplice, è più accettabile, se quell’uomo violento ci diventa, assassino ci diventa, perchè siamo state noi a farcelo diventare.

Magari perché non lo amavamo abbastanza, o magari perché lo abbiamo provocato con i nostri vestiti e i nostri atteggiamenti ambigui.

Le parole possono essere violente. Possono fare male, e tanto.
E che effetto fa vedere un uomo che fa del male a una donna, ancora una volta, con le sue parole insinuanti? Che effetto fa vedere un uomo, nel suo completo da prima serata, tirare fuori la sua personalissima violenza? Nessuno ha provocato quella violenza verbale. Era lì, c’è sempre stata.
E io non ci vedo tanta differenza rispetto a chi ti strattona fino a romperti un paio di costole.

Non lasciateci sole.
In questi ultimi giorni, da sud a nord, due madri hanno ucciso i loro bimbi, neonati.
Io non lo so quale disperazione ci fosse dietro a questi gesti.
So, però, che la depressione post partum è qualcosa di devastante e, se la devi affrontare da sola, difficilmenti ne esci senza ferite.
Ci vogliono strutture e ci vuole attenzione perché la vita va custodita soprattutto quando è più fragile. Ci vogliono persone che lo cerchino un aiuto, per noi.

Non lasciateci sole.

Nel percorso che sto facendo di ricerca di una gravidanza ho sentito la voce di tante donne che lottano per avere un figlio e che, oltre alle paure e all’instabilità che una diagnosi di infertilità ti crea, vivono il disagio del doversi assentare troppo spesso dal lavoro. Hanno paura di essere giudicate dai principali e dai colleghi, e di perdere il posto. Hanno paura di cercarlo un lavoro e, se lo trovano proprio perchè sono senza figli, non sanno se parlare di quello che stanno affrontando o se mentire.

Non lasciateci sole.

Le donne si portano dentro tante di quelle cose, cose pesanti come sacchi pieni di pietre. È difficile parlarne ma se ne viene offerta la possibilità, se il modo di scaricare un po’ quel sacco esiste, allora piano piano si può sopravvivere.
I centri antiviolenza e i supporti psicologici sono essenziali ma non sono abbastanza. Ci vuole l’attenzione delle persone che ci circondano. Ci vuole una mano che ci prenda e che in quei centri ci accompagni o ci vuole una voce che ce ne parli. Perchè anche se non si è pronte ad ascoltare, il sapere che una via d’uscita c’è è già tanto. Tantissimo.

Se mai riuscirò ad avere un figlio, io spero che sia un maschio. Un maschio al quale insegnerò che una donna non va mai lasciata sola.
Ed è da qui che è necessario ricominciare.