Mens sana in frigo sano.

Ciao, sono Scunchiuduta. Sono sedici giorni che non ordino la cena su Just Eat.

Ciao Scunchiuduta.

Ebbene sì, la prima cosa che salta quando non hai figli che reclamano cibo a un’ora precisa e sei senza orari al lavoro, nel senso che inizi a lavorare duro quando gli altri finiscono e chissà quando arrivi a casa, è la cenetta cucinata con amore e passione e ingredienti a centimetro zero, salutare ma sostanziosa, leggera ma nutriente. Da brava donna che lavora ma che non trascura la salute.

In tutto questo, preciso che i gatti hanno a disposizione all day long ciotole con croccantini da autodosarsi di primissima e naturalissima scelta, ultimamente quelle olistiche. Con carne o pesce della filiera umana, ca va sans dire.

Le conseguenze sono apocalittiche. L’orrore.

La settimana si alterna tra hamburger, sushi, pinse, focacce al formaggio, e via così, in un ciclo infinito che si ripete sempre uguale, proprio come i cicli trentatrennali di Winden.

Sperimenti tutte le app di consegne e tu, si proprio tu che sei sempre stato in prima linea nelle lotte per il lavoro sicuro, equamente retribuito, con orari e condizioni come la Costituzione comanda, chiami i rider a tutte le ore con tutte le temperature e condizioni atmosferiche, senza pietà. E gli fai pure le pulci se ti consegnano la roba tiepida dieci secondi in ritardo.

Just Eat è diventato come la casa della nonna.

Un approdo caldo e accogliente, che ti dice Oh! come sei magretto, dai mangia! mangia! e su, dai: MANGIA!

E così, un anno via l’altro, mentre ti domandi come tu sia riuscito a non morire di inedia prima di questa rivoluzione cultural culinaria, ci si inciccia che è un piacere.

Un piacere soprattutto per la nazi-nutrizionista dalla quale sei costretto andare, perchè l’alternativa sarebbe rifarti tutto il guardaroba, che ti impone di cucinare ricettine ine ine sane sane con millecinquecentocinquantadue ingredientini introvabilissimi.

E si sfrega le mani la “SS del solo un quartino di avocado mi raccomando” e le pupille le fanno il simbolino dei dollari, perchè già lo sa che non ci riuscirai, che fallirai dopo incalcolabili visite e pesate.

E invece no.

Lo spirito della tua bisnonna che impastava tutto l’impastabile meglio di un Bimby si impossessa di te, ti possiede e inizi a scoprirti cuoca. Ah-ha!

Ci prendi gusto e ora rispetti pure gli orari, la fame caina te li impone. Precisissimi. Scopri che si può andare a dormire avendo digerito tutto e perfino a un’ora socialmente accettabile e risvegliarsi senza alien nello stomaco.

Il tuo frigo non è più la residenza di Zuul ma un fresco rifugio per tante verdure e frutti colorati.

Si può fare.

Il colesterolo buono ti abbraccia forte forte, e tu perseveri felice e serena di sentirti giusta una volta tanto.

Il mio товарищ dimagrisce e ringiovanisce visibilmente e, ovviamente, mi incolpa per averlo fatto vivere nel disordine alimentare più selvaggio.

Io sgranocchio carotine e gambi di sedano con lo charme di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany e faccio finta di non vedere e di non sentire i messaggini che arrivano, inopportuni come quelli di un amante che insiste, subdolo, a tentarti quando sei a casa, i messaggetti che ti dicono È da un po’ che non ti fai vedere, Just Eat è qui che ti aspetta con tante deliziose novità.

Che poi io lo vorrei proprio Zuul nel frigo.
Almeno avrei una scusa per chiamare quel rubacuori di Venkman.

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